Testi teatrali

In qualità di autore ho depositato numerosi testi. Qui è possibile leggere una sinossi e scaricarli.

Sono disponibile ad adattare alle vostre esigenze i miei copioni.

ATTI: 6
PERSONAGGI: 7 M, 7 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Raccolta di parodie di fiabe come: Cappuccetto, Pinocchio, Romeo e Giulietta, i tre porcellini ed altro. Possono essere rappresentate anche singolarmente. Il numero degli attori varia in base alle esigenze. I personaggi parlano in italiane e dialetto. Sono tutte versioni comiche.

ATTO UNICO
PERSONAGGI: 7 M, 4 F
LINGUA: Italiano / Dialetto veneto
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Avventure e disavventure che precedono una rappresentazione. 

Frutto di appunti scritti durante le reali repliche di un gruppo teatrale. Aneddoti raccolti e incasellati per costruire uno spettacolo comico che prende in giro gli stessi teatranti

ATTI: 2
PERSONAGGI: 7 M, 5 F
LINGUA: Italiano / Dialetto Veneto
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L’ agreste famiglia Masato a contatto con il mondo del pronto soccorso, o meglio del “DEI OSPITAL”, come dicono loro. Un problemino a un’unghia del piede diventa incontro/scontro con caricature del mondo ospedaliero. 

In “DEI OSPITAL” vivono personaggi quali: la capoinfermiera zitella che nel cuore si sente ancora “cavallina storna”; gli inservienti pasticcioni; un frate preoccupato di pregare per le sofferenze altrui; un dottore con una improbabile relazione che tenta goffamente di mascherare con improponibili nuove terapie. 

Questo piccolo mondo ruota con ritmo incalzante attorno alla famiglia Masato che subisce e non comprende, perdendosi nei labirinti medici ma che alla fine trova una via di salvezza in una cura omeopatica di forte tradizione veneta, il vino.

ATTI: 4
PERSONAGGI:  11 M, 9 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Raccolta di 4 atti unici di durata varia da 40 min a 10 con numeri vari di personaggi, spettacolo comico in dialetto veneto.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 6 M, 6 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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I vampiri esistono e cercano di vivere in mezzo a noi. Certo che a succhiar sangue di verginelle è sempre più difficile, quindi ci si adegua alle galline del vicino di casa. 

Poi bisogna cercare i turni di notte che il sole si sa uccide i vampiri. Così le figlie maggiori lavorano in discoteca e portano a casa i loro amici D.J.. Sarà che sono tonti di suo, o sordi per la discoteca ma confondono l’urna della mogliettina del nonno morta, per l’urna della cocaina. 

Quindi organizzano un furto e si sniffano la vecchia, questa chiave comica innesca un fitto scambio di fraintendimenti.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 6 M, 7 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Questa commedia, omaggio a Moliere, pur mantenendo la trama de il Malato immaginario, ne modifica profondamente la struttura narrativa e cambia i personaggi aggiungendone alcuni e togliendone altri.

Si possono cogliere riferimenti ad altre commedie di Molière, quali L’Avaro e sono stati inseriti dei ruoli dialettali e molte situazioni nuove.

Il dialetto consente giochi di parola che arricchiscono le situazioni sceniche di contemporaneità, e ci avvicinano alle vicende dei personaggi che sentiamo più prossimi.

Si sono inserite macchine comiche, quali il Clistostepometro Alare,  che richiama nell’allestimento la commedia dell’Arte molto cara a Moliere.

La scena si presenta essenziale, un unico oggetto, la poltrona di Argante che rappresenta tutto il suo mondo, infatti è un oggetto “mutaforma” che diviene: trono, panca, paravento, podio e addirittura tomba.

Si è volutamente evitato facili giochi bucolici che la trama consentiva, quindi anche il clistere viene rappresentato e messo in scena quasi fosse un balletto, cercando giochi umoristici non gravati dalla situazione.

ATTI: 2
LINGUA: Dialetto Veneto
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Uno scienziato, di madre ariana e di padre veneto (da cui il titolo “Javol Sacranon!”), con lo scopo di diventare puro ariano, progetta una macchina transgenica in grado di trasformare le persone e quindi diventare tanto “Javol” e poco “Sacranon”.

Prima di provarla su se stesso, necessita di alcune cavie. Solo che qualcosa va storto, soprattutto per la famiglia Masato che sono molto, ma molto “Sacranon”.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 5 M, 6 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Avere una figlia da maritare può essere un buon investimento e allora ci si rivolge a che è competente. 

Ecco il “sensaro” basti piazza che “snasato” L’affare si propone lestamente. Peccato che il giovine sposo sia alquanto lontano dai desideri della figlia da maritare. 

Neanche l’intervento del parroco può mitigare la furente fanciulla. I tentativi per far combinare le nozze si ripetono in un crescendo ma, come anticipato dal titolo, l’omo nol poe se la dona non voe.

Commedia ambientata in una corte contadina dove si evocano i personaggi tipici delle nostre corti e della cultura rurale.

ATTO UNICO
PERSONAGGI: 12 M (min. 5 attori), 5 F (min. 4 attrici)
LINGUA: Italiano
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Ference Molnar, autore de “I ragazzi della via pal”, nel 1929 scrisse un atto unico con 25 personaggi dal titolo “Egy, kettő, három”, si trattava di una commedia giocata sul ritmo sempre crescente.

Nel 1961 il regista Billy Wilder fece un film dal titolo “ One, Two, Three” ispirato al testo di Molnar.

Anche questo film è giocato sul ritmo crescente ed incalzante.

A queste due opere mi sono ispirato per scrivere un testo teatrale con 12 personaggi maschili e 5 personaggi femminili. L’intenzione è di far interpretare questi ruoli ad attori che, con continui cambi di costume, possano costruire tutti i personaggi richiesti. La commedia, si può realizzare con un minimo di 5 uomini e 4 donne.

Il signor Rigon, influente direttore di banca, oltre che amministratore della ditta Fabbriche Riunite Automobili e Motori, è in procinto di partire per le ferie. Partirà con Lidia, figlia di una importante famiglia americana con la quale il signor Rigon ha in mente lucrosi affari nel settore automobilistico. 

Lidia è figlia unica, educata con rigore e spiccata moralità, in vacanza presso la famiglia Rigon con lo scopo di imparare la lingua italiana e conoscere la locomotiva d’Italia, il fiorente nord’est. 

Lidia confesserà di essersi sposata in segreto e di non poter mentire perché tra pochi mesi diventerà madre.

L’amante, ora marito e futuro padre del figlio di Lidia, non è purtroppo un facoltoso borghese, come desiderato dalla famiglia di Lidia, ma un modesto operaio e, come se non bastasse, sindacalista.

La famiglia di Lidia, in viaggio in Europa, arriverà tra pochi minuti. Giusto il tempo di una commedia.

Rigon non perde la calma ma decide di trasformare Mario Brusaporco in un perfetto gentleman, aristocratico, borghese, titolato e imprenditore affidabile.

La commedia si gioca sul ritmo, durata complessiva 100 minuti. Il genere di comicità è di situazione più che di battuta, intensa prova per gli attori e un importante ruolo primario attorno al quale si svolge l’azione.

Genere comico adatta a tutte le età.

ATTO UNICO
PERSONAGGI: 6 M, 6 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Si può ritenere il nostro dialetto una lingua ancora viva e parlata?

Le nuove generazioni usano ancora i termini dialettali?

Da queste riflessioni nasce la provocazione dello spettacolo Menarosti alla Riscossa.

Ecco quindi la lingua veneta diventare linguaggio teatrale, espresso dagli attori in una forma di recitazione che richiama gli archetipi delle maschere legate alla commedia dell’arte, cercando di rinnovarla, nella costruzione di una maschera nuova, il Menarosti appunto.

Lo spettacolo si presenta allestito in una cornice fiabesca, non più realistica, dove i personaggi della nostra cultura contadina vengono trasposti in un paesaggio fantastico che richiama le tinte calde e la semplicità dello stile naif, quasi che le vicende, divertenti e coinvolgenti, riguardassero un mondo ormai perduto nel tempo.

Si tratta di un omaggio alla nostra cultura e, nello stesso tempo, una ricerca di spazi nuovi dove tutelare la nostra lingua ancestrale.

Spettacolo comico, dialettale, dalla durata di 90 minuti in un unico atto.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 6 M, 6 F
LINGUA: Italiano
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Nella corte del signor Toni si presenta un faccendiere per aquistare un terreno e costruirvi un centro commerciale distruggendo la campagna. Il proprietario e i suoi amici si organizzano per opporsi ed alla fine ci riescono.

ATTI: 5
PERSONAGGI: 9 M, 10 F
LINGUA: Italiano
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L’angelo Celestino Daddio deve conquistarsi le ali di prima categoria, per farlo deve condurre a felici nozze Leopoldo Scortegagna. L’operazione si rivela ricca di imprevisti e svariati malintesi.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 8 M, 7 F 
LINGUA: Italiano / Dialetto Veneto
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Al racconto di Buzzati, “Il buon nome”, è ispirata questa commedia comica un po’ noir. La base è il concetto che se un luminare certifica la tua malattia terminale tu devi accogliere la diagnosi e rassegnarti ad essere terminato anche controvoglia. Questo è quello che succede al Conte Fossadoro. 

Appresa la triste notizia di una sua prossima dipartita sarà costretto ad accogliere le più svariate persone del paese che, chi con l’intento di consolare la futura vedova, chi con la speranza di incassare una menzione testamentaria, visiteranno il futuro defunto cercando di verificare l’attendibilità della diagnosi.

Le diagnosi del dottor Morbin, grande luminare, non sono mai sbagliate, anche grazie ai suoi assistenti che cercano di assecondare il luminare per il bene della loro professione. Come scoprirà anche Fossadoro.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 6 M, 6 F
LINGUA: Dialetto Veneto
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Pierpaolo ama Angela e ci fa l’amore dietro la stalla, ogni sera, sfidando paron Toni e le ciacole di quella racola della Gina, quando trova il tempo di farle, tra un sigo e l’altro al povero Fulvio.

Pierpaolo però sbaglia sera e va a “intivare gli oseladori”, che scambiano lui per un guardiacaccia, e,  siccome non si sa mai, per ingraziarselo lo invitano a cena dove alla Pineta viene l’idea che in fondo sarebbe un buon partito per Angela.

 Allora Toni cerca di combinarlo con Angela che sarebbe ben contenta.

tra continui colpi di scena alla fine i due innamorati si sposano e tutti vivono felici e contenti. A parte “le seleghe”.

ATTI: 2
PERSONAGGI: 5 M, 6 F
LINGUA: Italiano
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Commedia epistolare tra la famiglia contadina e i figli Alpini al fronte. Commedia interattiva poiché il percorso narrativo impone scelte al pubblico. 

ATTO UNICO
PERSONAGGI: 4 M, 5 F
LINGUA: Italiano / Dialetto Veneto
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Nel 1999 mi capitò tra le mani un libro “Addio Maschio” di Sabine Deitmer, che fu lo spunto per “Ti amo da morire”.

commedia noir dove le donne risolvono in modo definitivo i problemi di coppia.

ATTO UNICO
LINGUA: Italiano
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Spettacolo dedicato alla grande guerra, frutto di una ricerca storica. Davanti agli occhi di una Marchesa e un Conte, simboli di una aristocrazia annoiata e decadente, si susseguono alcuni dei fatti più salienti della grande guerra. Dall’interrogatorio di Gavrillo Prinzi, attentatore che fu la scintilla o la scusa per iniziare il conflitto, fino a Maria Bergamas, colei che scelse la bara del milite ignoto, si percorre un itinerario coinvolgente e emozionante.

ATTO UNICO
PERSONAGGI: 2 M
LINGUA: Italiano / Dialetto Veneto
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Vivere Stanca è una commedia sociale dove si parla della solitudine degli anziane, della difficoltà di comprendere una società sempre più legata ai social e sempre meno attenta alle persone. Commedia ironica, a tratti divertente e malinconica. Il finale, originale e spiazzante, sottolinea la solitudine.

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