6 FIABE IN PARODIA

6 FIABE IN PARODIA

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ATTI: 6

PERSONAGGI: 7 M, 7 F

LINGUA: Dialetto Veneto

6 Fiabe in parodia di Nicola Pegoraro

Personaggi:

Biancaneve Cappuccetto

narratore

biancaneve

regina/strega

7 nani

principe azzurro.

Narratore: Cari bambini oggi vi vogliamo raccontare la storia di bianca e berni…. no di bianca e neve, erano due bambine che si… o era una bambina sola? Voi cosa dite? Bianca e neve erano due bambine o reano una sola? Erano una sola che si chiamava Biancaneve, e adesso ve la presentiamo, Biancaneve era una bambina bella e graziosa chiamata così perchè aveva la gote bianche come la neve ed infattti…

musica entra un papà vestito da cappuccetto rosso.

Narratore. Ma chi sei tu?

Cappuccetto: mi a so el sostituto, biancaneve la se casa malà, note comoda mia?

Narratore: ma biancaneve è una bella fanciulla, graziosa, fragile non come te.

Cappuccetto: sta tento questo pasa el convento, ‘ndemo vanti o steto chi discutare? (suona il telefono a cappuccetto) Si pronto, si so chì cosa vuto?

Narratore: ma insomma dobbiamo raccontare une fiaba.

Cappuccetto: speta natimo, ciò tipo, tasi, non te vedi mia che so al telefono. Si scusa lupo, a so chì co on tipo che voe contare la storia de biancaneve, sì lo so, cosa vuto che te diga non la podea vegnere e i me gà mandà mi, cusì oncò faso Biancaneve, si va ben, co gho finio se catemo da gato con gli stivali, si va ben, mi porto da bere, ti procura un poche de tose che se divertimo, bon a dopo.

Narratore: ma di cosa stava parlando?

Cappuccetto: fati mii, ghe se Sreek che se laurea, el fa na festa ma se robe nostre, demo vanti e serca de movarte che go presa.

Narratore: bene allora, Biancaneve era scappata nel bosco perchè la strega cattiva la voleva uccidere

Cappuccetto: capo, scursa scursa, a te gho dito che gò presa.

Narratore: ma i bambini vogliono la fiaba vero? Dai ditelo a biancaneve

Cappuccetto: Va ben, alora, sta strega voeva coparme, mi so scapà e in mezzo al bosco go trovà i sette nani. Nani, Nani movive vegner fora che gho pressa.

Musica entrano cantando da in mezzo ai bambini i circa 7 nani

nani- andiam andia andiamo a recitar andia andiam andiamo a divertir…

narratore: e fù così che Biancaneve conobbe i sette nani che si chiamavano, bambini come si chiamavano i sette nani? Chi di voi lo sa?

Qui si gioca con i nomi ma poi i nani diranno i loro.

Cappuccetto: ma no questi i jera quei de na volta deso i nani ga cambià nome, dai presenteve:

Baffolo- mi me ciamo Baffolo, parchè gho i baffi.

Panciolo- mi me ciamo Panciolo parche gho la pansa

Scaccolo- mi me ciamo Scaccolo parchè so sempre drio scaccolarme

Gommolo- mi me ciamo Gommolo parchè gho sempre la gomma americana in bocca.

Calvolo- mi me ciamo Calvolo parchè gho poci capelli

Altolo- ma me ciamo altolo parchè so el piu alto

Bassolo- e mi me ciamo bassolo parchè so el più basso.

Narratore- va beh, sara così adesso, comunque i sette nani lavoravano in miniera ed erano molto stanchi alla sera

Baffolo- capo, non la se mia proprio cusì, mi vivo sugando al gratta e vinci

Narratore- ma la miniera…

Panciolo- troppa fatica, valà, mi go verto un agriturismo, la mela avvelenata

Scaccolo- mi invese con Gommolo femo i veterinari, curemo i gatti, i cani e gli animali selvatici

Narratore- anche caprioli, le lepri

Gommolo- ma i caprioli li vendemo a panciolo, nel so agriturismo polenta e capriolo se na specialità

Narratore- oddio, uccidete i caprioli… criminali..

Calvolo- se queo che ghe digo anca mi, mi invese lavoro da un parrucchiere, provo i parrucchini dei clienti….

Altolo- mi invese insieme con Bassolo se ghemo specializzà su una ditta de ricerche, mi cerco in alto

Bassolo- e mi cerco in basso, cosi trovemo sempre tutto.

Narratore- comunque andiamo avanti con la nostra storia, Un giorno mentre i nostri sette nani erano al lavoro, ( e sette nani si allontanano passando in mezzo alla gente) la strega cattiva venne da Biancaneve per portarle la mela avvelenata, Infatti la straga voleva ucciderla perchè biancaneve era la più bella del reame…. Insomma, e mentre Biancaneve mettava in ordine la casa dal bosco arrivò la strega cattiva..

cappuccetto- ciò capo ma la casa, cosa faso deso?

Narratore: prendi la scopa e spazza… ecco la strega che arriva con la sua mela avvelenata…

musica.

Entra la strega nera brutta e cattiva con in mano una vistosa anguria

strega- largo bambini, largo che odiose creature, lasciatemi passare, la ucciderò, io ucciderò biancaneve, lei è la più bella, ma quando sarà morta sarò io la più bella e fresca creatura ah.ah.ah.
Quando biancaneve mangerà questa mela avvelenata…

narratore- strega, scusa ma non è una mela, quello che hai in mano è una anguria… non è una mela.

Strega- eco, una fa de tuto par sercare de fare ben la strega e subito e ghe rovina la parte, cattivo, se colpa mia se non gho trova le mele, l’anguria va ben, cosa te intaressa a tì, vero bambini, va bene lo stesso l’anguria? Posso portarla a Biancaneve? Ditelo, che va bene anche un’anguria, narratore cattivo, cattivo, tutti insieme, ca tti vo, ca tti vo, la ben ti sta.

Cappuccetto: Capo, dai movate, che figure ne feto fare, na mela, na anguria, se lo stesso, dai che go presa.

Narratore- va bene strega, andiamo avanti. La strega arrivò alla casetta ( cappuccetto è girato di spalle) bussò…

strega- toc toc bella bambina, bella bambina

narratore- la strega non aveva mai visto biancaneve, biancaneve lentamente si girò e così la strega la vide…

strega- AAAHHHH oddio che brutta, svengo.

Cappuccetto- (afferra la strega e la tiene in braccio) aiuto, aiuto, la se sente male, aiuto.

Arrivano correndo i sette nani,

Sette nani in coro, andiam andiam la strega noi salviam andiam andiam la strega noi salviam

Narratore- ma cosa succede, biancaneve, cosa hai fatto,

Cappuccetto: mi gnente la se svegnù e deso cosa femo?

Panciolo- andiamo a chiamare il principe azzurro

Scaccolo- sicuro lui la salverà

Baffolo- andiamo a cercarlo

Bassolo- lasciate fare a noi che siamo esperti in ricerche, vedi niente Altolo?

Altolo- certo Bassolo lo vedò eccolo laggiù, andate a prenderlo.

I nani partono e prendono il principe azzurro e lo portano dalla strega.

Narratore- caro principe azzurro.

Principe Azzurro- la pvego mi dia puve del tu.

Narratore sappiamo che lei è specializzato nel far tornare in vita le belle fanciulle

Principe Azzurro- e un pavticolavità delle mio nobili ovigini, io foccio vesciuscitave le pvincipesse.

Narratore- ma oggi lei ha un compito arduo, dovra baciare una strega.

Principe Azzurro- io mi vibello, sono qui pev baciare biancaneve e questo indendo fave, non bacia stveghe.

Narratore- se così desidera prego, biancaneve si faccia avanti

cappuccetto- principe eccome sono tua

principe azzurro- ahhhh, mio dio che ovvove, non posso, davvevo non posso, datemi la stvega, pveferisco baciave la stvega.

Tutti si raccolgono attorno alla strega che viane afferrata e poi bacia ta dal principe

strega- ohh, finalmente mi sento rinascere, ohhhh che bel principe, ma noi ci conisciamo

principe azzurro- no mia cava, non abbiamo il piceve.

Narratore- e fu così che il principe si innamorò della strega e così vissero falici e contenti.

Principe Azzurro- ma io non intendo sposavmi con questa stvega

strega- ha vignliacco mi baci, a poi mi lasci, nani, aiutatemi a salvare il mio onore

Principe Azzurro- ingvati, ingvati

il principe scappa inseguito dalla strega a dai sette nani, rimane il narratore e cappuccetto rosso.

Narratore- e così anche questa storia e finita bene, ragazzi, vi è piaciuta? Sono proprio contento..

Cappuccetto- ciò capo, sta anguria poso portarmea via, gh la festa de laurea del me amico shrek e i se drio spetarme

Narratore- deso te me ghè stufà ti e la to festa de laurea, e la prossima volta non vuoi mia on sostituto capio?

Musica, il narratore rincorre cappuccetto fine

CAPPUCCETTO ROSSO / GROSSO

Personaggi:

Narratore
Cappuccetto Rosso Grosso
Lupo
Nonna
Cacciatore

Narratore su una scala – c’era una volta, in un paese lontano lontano, Lumignan, tanto, ma tanto tempo fa una bambina piccina, piccina, ma tanto carina, carina e un giorno la sua mammina le regalò un bellissimo cappuccio rosso e siccome alla bella bambina il cappuccio piaceva assai moltissimo e lo portava tutti i giorni tutti la chiamavano cappuccetto rosso

Musica tipo rock, entra cappuccetto Rosso

Narratore- Haaa, ma chi sito tì?

C. Grosso- mi so cappuccetto

Narratore- ti te si cappuccetto, ma se la jera na bea bambina piccina, piccina e carina, carina, non te vorè mia dirme che te si cappuccetto rosso?

C. Grosso- mi no, mi so cappuccetto Grosso, e so on puteo

Narratore- on puteon, e dove seo cappuccetto Rosso, queo vero?

C. Grosso- seo gha magnà el lupo!!

Narratore- SCHHH, tasi, vuto spaventare i putei, capuccetto rosso non l’è sta magnà dal lupo vero?

C. Grosso- lo gha magnà eccome, e che bon chel jera.

Narratore- vuto molarghea non lo gha magnà

C. Grosso- si che lo ghà magnà

Narratore- no!

C.Grosso- sì

Narratore- nò, e te si drio dire na busia

C. Grosso- vanti dai, schersavo, non lo gha mia magnà, ma quasi.

Narratore- e alora dove seo deso?

C.Grosso- sicome el ga ciapà paura del lupo, el me ga mandà mi, cusi se cato el lupo, lo sbrego

Narratore- con le to man

C. Grosso- non le se mia man, le se do tanaie.

Narratore- bon valà, ‘ndemo vanti con la storia. Allora, c’era una bella bambina, bella, insomma, c’era una brutta bambina

C.Grosso- a te sarè beo ti, con che facia da moreia.

Narratore- Insomma c’era una bambina così, così che si chiamava cappuccetto Rosso

C.Grosso- a te gho dito che so cappuccetto Grosso

Narratore- Va ben, cappuccetto Grosso doveva portare un cestino con tante buone cose alla nonna.

C. Grosso- eco qua el sesto

Narratore- o che brava bambina, bambino, cappuccetto, e cosa c’è nel cesto per la tua nonnina

C. Grosso- on botiglion de clinto e na bea sopresa

Narratore- ma ghe portito chea roba lì a to nona?

C. Grosso- e no, a mea magno mì

Narratore- e a to nona cosa ghe portito?

C. Grosso- la me compagnia, parchè qualcosa da dire?

Narratore- Gnente,la se fa longa sta storia, insomma cappuccetto Grosso camminava nel bosco cantando una bella canzoncina con la sua vocetta fine e delicata

C. Grosso- ( canta una canzone di montagna)

Narratore- Cappuccetto Grosso era stato alpino ai tempi della naia

C. Grosso- battaglione alpini, brigata cadore

Narratore- attenti!

C.Grosso si mette sull’attenti

Narratore- riposo!

C.Grosso si mette a riposo

Narratore- attenti!

C.Grosso si mette sull’attenti

Narratore- riposo!

C.Grosso si mette a riposo
Narratore- piripicchio

C. Grosso si mette sull’attenti

Narratore- piripacchio

C. Grosso si mette a riposo

Narratore- piripicchio

C. Grosso si mette sull’attenti

Narratore- piripacchio

C. Grosso si mette a riposo

Narratore- piripicchio

C.Grosso- ciò ma sito drio ciaparme pal

Narratore- naso

C. Grosso- no pal naso ma pal

Narratore- naso, gho dito naso capio

C. Grosso- ciò facia da moreia varda che mi co ste do tanaie a te distaco i bafi capio?

Narratore- comunque cappuccetto camminava nel bosco fischiettando una bella canzone immersa
nella natura e vide un bellisso fiore, e ne annusò il profumo, poi vide un bellissimo uccellino e ne ascoltò il canto fincè ad un tratto sentì arrivare il lupo e si nascose

C. Grosso- deso lo brinco mi chel lupo lì che el va i giro a spaventare i putei

Narratore- silenzio che riva la bestia feroce, el grande predatore, el lupo cattivo.

Entra il lupo orecchie di cartone incollate su un cerchietto per capelli, coda fatta di corda un po’ truccato con passo allegro e rassicurante entra tra la gente.

Lupo- Bongiorno mama mia quanta gente, ciao mama, tuto ben? E Toni, se da on toco che non se vedemo…

Narratore- Oh ma seo el modo de vegnere dentro questo?

Lupo- el me scusa non me so gnanca presenta piacere, Alberto… Lupo.
Narratore- Piacere…ma cosa faso, N’ demo vanti con la storia. Alora tuto ad un tratto arrivò il LUPO

Lupo- aiuto, el lupo aiuto aiuto, ma ma dove seo! Mì non vedo gnente, ma seo mato dire che ghe se el lupo, volo farme ciapare paura, ma dove seo sto lupo?

Narratore- a te si tì el lupo

Lupo- mì valà mato

Narratore- ti te sì el lupo cattivo parche senò a divento na bestia

Lupo- va ben va ben mi so el lupo cattivo

Narratore- si te si na belva feroce, eco così che ringhia de rabbia, fa sentire el to ululato

Lupo- Auuuu!

Narratore- più da cattivo forte

Lupo- AUUUU! So cativo vero?

Narratore- va ben cusì, contentemose Appena il lupo si mise ad ululare Cappuccetto Grosso si spaventò tantissimo e si fece piccola piccola

C. Grosso- o finalmente che te cato lupo cattivo

Lupo- Ohhh ma chi sea sta chì?

C. Grosso- a so cappuccetto

Lupo- ma se la jera na putea piccola, piccola e carina, carina, cosa ghe te se sucesso, gheto magnà la vaca mata?

C. Grosso- Mi so cappuccetto grosso, e deso te cavo la peicia cori che te ciapo

Lupo- mi so vegnù par contare na storia no par cipare le pache

C. Grosso- non me intaresa gnente curi curi che se te ciapo
Narratore- finalmente che se ghemo liberà.. Comunque cappuccetto stava andando dalla nonna, E la nonna, povera vecchietta lo stava aspettando nella sua casetta vicino al focolare

Entra la nonna vestita in abito lungo da sera e si sta truccando

Nonna- ecome che rivo, cucciolone, so tutta tua dime.

Narratore- ma sito tì la nonna de cappuccetto Grosso, ma te dovarisi esere vecia cui cavej bianchi.

Nonna- va là giurassico, a me so fato el lifting, i me gha cavà du chili de rughe e deso a so tornà sovane come na ventenne, e sta sera a vò baare

Narratore- no, nonna non te poi, a gà da rivare cappuccetto, non te poi mia andar via

Nonna- come non vao via, bambino, varda che sta sera a go da ‘ndare a cena col cacciatore

Narratore- ma qualo cacciatore, non lo gho gnoncora ciamà!

Nonna- el mio cacciatore, el pì beo, el pi bon cacciatore che ghe sia al mondo e dopo ndemo a balare e dopo

Narratore- va ben va ben gho capio, e chi se che speta cappucetto!

Nonna- ma ti tesoro.

Narratore, e no è deso te me scolti mì. E fu così che mentre la nonna si stava truccando arrivò cappuccetto rosso

Lupo- aiuto el me magna aiuto fermeo che l’è mato aiuto aiuto.

Nonna- ma chi jereo carlì?

Narratore- el lupo.

Nonna- però che bea pelliccetta

C. Grosso- dove seo n’dà che se lo brinco

Narratore- o ecco cappuccetto. Così appena cappuccetto arrivò chiese alla nonna

C. Grosso- ciò nonna gheto na sigaretta?

Narratore- nooo! Cosa chiede cappuccetto alla nonna? nonna che occhi grandi ai

C. Grosso- nonna che occhi grandi ai

Nonna- la vecchiaia cappuccetto

C.Grosso- nonna che mani grandi ai

Nonna- la vecchiaia cappuccetto

C. Grosso- nonna che bocca grande ai

Nonna- ciò cappuccetto sito vegnù a trovarme o a romparme i scatoloni?

Narratore- proprio in quel momento arriva il cacciatore: credo

Entra il cacciatore vestito da sera elegante

Cacciatore- cantando “il cacciator nel bosco lalilolà”, mama mia che toco de nonna che go visto

Nonna- cacciatore mio, sono la tua selvaggina

E si abbracciano

C. Grosso- ciò narratore non ghe se mia na’ cappuccetta rossa anca par mì

Narratore- ma cosa me geto ciapa pa na agenzia matrimoniale? E voialtri du voio finirla

Cacciatore- te si la nonna pì forte de sto bosco, domandame tuto queo che te voi e el sarà tuo

Nonna- varda caro a ghe saria na peicetta che gho visto pasare prima

C.Grosso- se la se quea del lupo la go vista mi prima.

Narratore- e fu proprio in quel momento che il lupo decise di assalire la nonna.

Lupo- è permesso

Nonna- ecco la me pelliccia!

C.Grosso- no la se mia!

Lupo- ma come non ve vergognè mia de torghe la pelliccia a on poro lupo come mì?

Narratore- (scende dalla scala) el gà rason poro lupo non se deve mia cavarghe la pelliccia agli animali

C. Grosso- ma sta tento narratore noaltri a femo queo che te disi tì, vero nona?

Nonna- te ghe rason cappuccetto Grosso, la colpa se solo del narratore

Cacciatore- cattivo che te voevi che ghe cavasimo la pelliccia al lupo poareto

Lupo- e mi farme ciapare paura in sta maniera

Narratore- ma no mi non gho dito gnente.

E si finisce che tutti rincorrono il narratore

I tre porcellini Lardo, Coessa e Coa

Personaggi

Narratore
Lardo
Coessa
Coa
Lupo
Mamma

Narratore- c’erano una volta, in un paese incantato dove vivono tutte le fiabe, tre bellissimi maialini che si chiamavano Lardo Coessa e Coa,. I tre simpatici maialini vivevano con la loro mamma ed erano felici. Un giorno la loro mamma li chiamò:

Mamma- maialini, maialini, Lardo, Coessa, Coa, dove siete? Sti tre mas’ceti, e si che le recie i le ghà bee longhe. Maialini, maialini, dove sio? Ciò mas’ci che non si altro veglio fora o goi da fare luganeghe?

Lardo- ecome mama, ecome cosa vuto?

Mamma- e to fradei dove sei, chei du mas’ci da sopresse che non i se altro

Coessa- semo qua mama cosa ghe sé?

Coa- vito che semo rivà cosa ocoreva rabiarse.

Mamma- ste tenti cari mas’ci che non si altro

Lardo- senti come che la parla.

Coessa- gnanca la fuse na vaca

Coa- meio cusì valà, con tute le vache mate che ghe sé in giro.

Lardo- una in manco la fa solo che ben.

Mamma- steo siti e scolteme. Ormai a si diventà bei grandi e pronti par vivare da soli. La nostra casa la se diventà picola par tuti quatro e alora dovì ciapare e farve na caseta par conto vostro.

Lardo- a bon, se xe par questo mi ciapo e vo da Zancan

Mamma- e nò caro mio bisogna che la casa tea fasi col to sudore

Coessa- ma bisogna proprio?

Mamma- tuti i masci i se fà la casa

Coa- e se mi n’dase par capean?

Mamma- tasi che te ciapi on soto osocolo che te diventi na mortadea. E dopo basta cusì gho deciso e cusì dovì fare. Vanti movarse fare i bagagli.

Narratore- così i tre porcellini salutarono la mamma e partiro alla ricerca di un posto adatto per costruire la casa.

Lardo/Coessa/Coa- ciao mamma

( salutano la mamma schiacciandosi le pance)

Mamma- varda che cari masceti, me raccomando ste tenti al lupo cativo che se el ve vede el ve magna. Con tuta chea panseta che gavì.

Narratore- il primo porcellino che si costruì la casa fu Lardo, ma siccome ere un porcellino pigro costruì la casa con la paglia.

Lardo- asa che i vaga me fradei, i ga dito che con la paia non se fa le case. Ma da quando in qua i mas’ci se muratori.

Narratore- ma mentre Lardo si costruiva la casa, il lupo Ezechiele si svegliò ( da sopra lo scivolo)

Ezechiele- a gho na fame, ma na fame. A me so sognà che ciapavo na gaina e zachete, la magnavo intiera, sate, pene, beco, tuto on bocon e via. Dopo me so insognà che a trovavo na ciopa de pan con la nutella, ma granda, ma granda e la tajavo a metà e dopo la nutella, ma tanta ma tanta, che la toevo su con la casola e slafete, na casolada e slafete, n’altra scasolada e dopo so el panin intiero tuto co un bocon, parchè a ghò na fame ma na fame. A gho tanta de che fame che so drio sognarme de vedare on mas’cio. Lo vedio anca voialtri? Ma seo vero? Ma dai che me toì in giro. Disime la verità seo vero o seo falso? Vero? Ma sio sicuri? Alora se le vero deso me faso na magnata. Peta peta che lo brinco mì

Narratore- e mentre il lupo Ezechiele stava per arrivare lardo aveva completato la suo casetta di paglia.

Lardo- non la sarà ‘na reggia ma mi dentro a ghe stao comodo

Ezechiele- la casa con la paia el se gha fato deso se divertimo. (bussa) Toc, toc.

Lardo- chi è?

Ezechiele- il postino ghe se na lettera.

Lardo- mi non ghe credo mia questo xe el lupo

Ezechiele- allora me versito si o no?

Lardo- no, mi non te verso mia parche te sì el lupo cattivo

Ezechiele- a te ghe dito ben, mi so el lupo cativo e deso a buto so tuto soffiando

Cade la casa e Lardo scappa gridando inseguito dal lupo.

Narratore- e mentre Lardo e il lupo Ezechiele scappano andiamo a vedere cosa stà facendo Coesa

Coesa- mi a so un mas’cio no on’oco come me fradeo Lardo che el se fa la casa con la paia. Mi almanco doparo la legna che la xe pì robusta

Lardo- Coesa aiuto se qua el lupo.

Coesa- eco vito el lupo el ghe gà roto la casa.

Lardo- Coesa fame vegnere dentro prima che el riva

Coesa- n’demo pure che sta casa chì non la buta mia so, mi la go fata de legno no de paia

Ezechiele- vardalo dove che l’è n’dà finire. Meio cusì invese de uno a ghin cato dù. Però sta volta a me faso furbo. Ciò tati e se ghe conto che vuio xugare, che i me versa? Cosa disio? E che xugo ghe conto, vedemo, vedemo… gho catà ghe digo che xughemo a ciupascondare, lo conosco? Ma si che lo conosì, voialtri lo ciamè nascondino. Ma basta perdare tempo a ghò i mas’ceti da ciapare parchè a ghò na fame…Toc, toc, me versio?

Lardo- no Coesa non sta versarghe che l’è el lupo cattivo.

Ezechiele- mi non so mia el lupo voevo solo sugare a ciupascondare

Coesa- ciupascondare ma che sugo seo?

Lardo- l’è un trucco del lupo par magnarne.

Ezechiele- sentio gnanca luri sa cosa che se ciupascondare. Ciupascondare se nascondino, mas’ci che non si altro, e po deso me so stufà, me versio o goi da butare so la casa?

Coesa- butea so se te si bon, che questa la se fata de legno no de paia.

Ezechiele- mi deso sofio e cusì la casca. (soffia ma la casa non cade) ciò el ga rason a xe pì difisie da butare so, tati, se meio che me iutè anca voialtri, dai tuti insieme a soffiare, 1,2,3 sofiare (e la casa cade)

Lardo- Coesa anca la to casa la se cascà

Coesa- gho visto Lardo, se meio che coremo da Coa prima che el ne magna

Ezechiela- grasie tati e deso voialtri du a ve magno se ve ciapo

Lardo e Coesa- curi che el ne ciapa

Ezechiele- curì che ve ciapo.

Narratore- e così anche la casa di legno è caduta, i due porcellini corsero disperati dal loro fratello Coa, che molto più saggio di loro aveva fatto la casa con i mattoni

Lardo e Coesa- Coa, versi la porta che xe qua el lupo.
Coa- vedio a fare le case da poco che dopo le casca, a vedarè che questa de matoni non la buta mia xo.

Ezechiele- porca la mussa se i core sti mas’ci. Ma li brinco mi deso.

Coa- lupo a non te ghe riesi mia a butare so la casa. La mia se de matoni no de paia o de legno.

Ezechiele- e mi sofio (soffia ma non cade) Ciò tati a xe meio che me jutè come prima 1,2,3, soffiare (soffiano ma la casa non cade) Pì forte, che non la xe mia cascà. 1,2,3 sofiare ( ma la casa non cade)

Ezechiele, gnente chi non casca gnente. Come femo, speta che ghe penso, eco, mi ciapo e vao dentro da chel buso lì e dopo gnam mei magno tuti.

Narratore- così il lupo trovò una finestra aperta ed entro in casa, ma una sorpresa lo attendeva.

Ezechiele- (con fumogeno sul sedere) Aia, Aia, soto la finestra ghe jera el fogo Aia, aia…

Coa- vedio fradei che anca sta volta el lupo nol ne gha mia magnà?

Coesa- a te si sta bravo a impisare el fogo.

Lardo- e comunque le case le se fa con i mattoni, seno le casca.

Narratore- e tutti i tre maialini festeggiarono prendendo in giro il lupo

Porcellini-e per il lupo birichino, birichino, birichino…..bueo, tutti insieme……………………

Montecchi e Capuleti
Personaggi

Narratore
Romeo
Giulietta
Frate
Nutrice
Monna Capuleti
Padre Capuleti

Scena 2 castelli ai lati, narratore che parla della storia

Narratore- oggi vi parleremo di due innamorati, due cuori sconvolti dalla passione, travolti dagli eventi ostacolati dalle famiglie. Due giovani si cercano, si trovano e si amano di un amore puro ma contrasto dalle loro famiglie. I Montecchi odiano i Capuleti, da sempre sono in lotta e si contendono il potere. Per questo si odiano per questo non vogliono avere niente in comune. Avete mai sentito parlare di Giulietta? Una leggiadra e bella fanciulla Giulietta, ne avete mai sentito parlare? Allora chi la conosce? (coinvolgere i bambini) Giulietta ed il suo grande amore che si chiamava Romolo, no, si chiamava Rinaldo, no…. Come si chiamava? Giusto, si chiamava Romualdo, no…. Romeo. Romeo era un baldo giovane, sveglio, ardito ed innamorato eccolo che arriva, pieno di energia e di amore per la sua fanciulla

Entra Romeo, badigliando e grattandosi con uno stereo in spalla.

Romeo- AHHH, mama che sono, scusa del ritardo ma so stà in discoteca ieri sera, so stà al campionato de Break Dance, varda che roba (accende la radio e comincia a ballare)

Narratore- Romualdo, no, Rinaldo, no… come si chiama sto qua?… Giusto Romeo fermati, dobbiamo raccontare la storia, dobbiamo parlare della tua amata Giulietta. Romeo basta!!! (spegne la radio)

Romeo- proprio deso che iero fluido, sito mato interromparme sol pì beo?

Narratore- ma dobbiamo raccontare la tua storia d’amore con la tua dolce e appassionata, la tua cara e bella…

Romeo- Giuliana? Asa perdare valà, la me gà piantà proprio ieri… che slandrona, la me diseva che non gò fascino, a mì, el re della dance (attacca la radio e prova a ballare ma viene subito interrotto)

Narratore- ma quale Giuliana, qui stiamo parlando del tuo vero amore Giu… Giu…

Romeo- Giusy? No, Giusy la se insieme con Mercuzio, che rasa de amico, el mea ga portà via da soto i oci, e pensare che la iera na brava tosa..

Narratore- ma no Giusy, cosa centra, io parlo del tuo grande amore…

Romeo- la Giovanna? Ma la se na storia vecia..

Narratore- no, la Gi..

Romeo- Gigliola?

Narratore- no G come..

Romeo- Giacinta

Narratore- no

Romeo- Giuditta?

Narratore- no

Romeo- Gisella? Gertrude? Gemma? Genoveffa?
Narratore- no Giulietta

Romeo- mai vista.

Narratore- ma cosa dici, Giulietta è la tua grande passione, la luce dei tuoi occi la stella polare del tuo cammino, il sole del tuo mattino.

Romeo- o capo, varda che mi non la conoso mia sta Giulietta capio.

Narratore- ma no lei abita in quel castello lo vedi la in fondo?

Romeo- chel casteo li da carton? Proprio on bel partito ciò

Narratore- allora te la presento Giulietta, avvicinati dolce e tenera fanciulla, il tuo Romeo ti sta aspettando.

Entra Giulietta, molto, molto robusta.

Giulietta- o mio Romeo, sei tu Romeo mio caro Romeo!!!

Romeo- ciò varda che non la ghe stà mia dentro al casteo sta chì!

Narratore- eccoti la tua amata Giulietta.

Romeo- te sì batù in testa tì, la gheto trovaà in svendita prendi una ne sposi 2?

Narratore- e finalmente si trovarono e si conobbero.

Romeo- speta n’atimo che tornno, vo ciamare Mercuzio

Narratore- ma dove stai andando?

Romeo- vo ciamare el me amico mercuzio, stachi la se masa par mì, bisogna esare in 2 par sposarla.

Giulietta-Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo?

Romeo- mi so nato e i me gha ciamà cusì, non se mia colpa mia seto.

Giulietta- Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti.

Romeo- la se anca na Capuleti, ma ti vuto che so papà ma copa, teo se che nol poe vedarme!!

Giulietta- Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu.

Romeo- bea scoperta, mi so mi, ti te si ti, lu lè lu e luri se luri, ma dove la gheto trovà stachì?

Giulietta- Che vuol dire “Montecchi”?

Romeo- l’è el me cognome, sarà beo Capuleti alora, che rasa de femena.

Giulietta- Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome.

Romeo- va ben, el comune verse doman de matina, ‘ndaro all’anagrafe, gheto preferenze? Col genere animali, Romeo Gonfiacani o Sbattilupo o Tritavitello? Oppure Romeo Cavadenti, Saltafosso o Calalebraghe…

Narratore- Romeo abbiamo capito, basta così!

Romeo- e se me ciamase Romeo Polpetta? Non te fa mia vegnere appetito?

Narratore- basta così, Giulietta continua pure.

Giulietta- Ma che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.

Romeo- ancha mi se cambio nome non perdo el me profumo, senti qua ( fa annusare le ascelle al narratore che sviene e poi si riprende disgustato)

Giulietta- Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa.

Romeo- te si fora come un squalo ti!

Giulietta- ma io ti amo, non rinnegarmi amore mio

Romeo- mi non vuio mia rinnegarte, solo negarte! E deso vo casa

Giulietta- dove abiti amor mio mia pace?

Romeo- so chealtro casteo de carton.. se vedemo

Romeo esce

Narratore- Giulietta non si da pace e si dispera mentre arriva frate Lorenzo

Giulietta- Frate Lorenzo, ah chiudi quella porta e vieni a piangere con me

Frate- porta, quale porta, non c’è nessuna porta!!

Giulietta- non v’è speranza, non v’è rimedio nessuno che mi possa aiutare..

Frate- ah Giulietta, conosco la tua pena e mi strazia più di quanto le mie forze possano tenere.

Giulietta- Oh, se non posso andare in sposa a Romeo, mandami a precipitarmi giù da quella torre, o d’andarmene sola per le strade battute dai ladroni; o d’appiattarmi in un nido di serpi, o di restare, legata in catene, con degli orsi ruggenti;

Frate- poveri orsi.
Giulietta- o di rimaner chiusa nottetempo in un ossario pieno zeppo d’ossa tutte sinistramente scricchiolanti, di stinchi umani marci imputriditi, di teschi sganasciati ed ingialliti…

Frate- mamma mia che schifo… Toh, prendi questa fiala; e appena a letto, bevi il liquido in essa contenuto; ti sentirai fluire nelle vene subito un freddo umore soporifero; il polso perderà il normale ritmo, Non resterà calore, né respiro a dar segno che sei ancora in vita. Il roseo sulle labbra e sulle gote si stingerà fino a farsi pallore, Le membra, prive d’ogni movimento irrigidite, gelide, indurite, prenderanno l’aspetto della morte; ed in questa mortal rigidità, che sarà solamente artificiale, tu resterai per quarantadue ore, dopodiché tornerai a svegliarti e al tuo risveglio Romeo, fermo davanti a te piangendo per la sofferenza della tua perdita ti vorrà sposare e vivrà con tè per sempre.

Narratore- questo lo stratagemma del frate, far sembrera morta Giulietta così Romeo scoprirà quanto le vuole bene e al risvegli dell’amata la sceglierà come sua sposa

Giulietta- ma siete sicuri che il filtro magico funziona?

Frate- ma certo, io non racconto frottole.

Narratore- cosi Giulietta per convincere Romeo a sposarla beve il filtro e cade in un profondo sonno simile alla morte

Giulietta- eccomi a tè Romeo, lo bevo a te (beve il filtro e cade quasi morta)
Narratore- e così Giulietta cade riversa e adesso Frate cosa facciamo?

Frate- adesso? Adess finchè dorme piano piano…. andiamo via

Narratore- e Romeo, che ne sarà di lei al risvegli se non lo vedra accanto

Frate- ma l’hai guardata bene, non esiste Romeo al mondo che la voglia in sposa, qui perdiamo solo tempo.

Entra la serva di Giulietta

Nutrice- Padroncina!… Padrona!… Su, Giulietta!…Perbacco, se la dorme della grossa! Sveglia, agnellino mio,

frate- agnellino, caprone piuttosto

nutrice- madamigella!Ah, dormigliona!… Sveglia, dico, amore!Signora, cuore mio, signora sposa!Signora, su… signora, su, signora!…Oh, Dio! Oh, Dio! Aiuto! Aiuto! Aiuto! La mia padrona è morta!… Oh, che disgrazia! Oh, non fossi mai nata!… Ohilà, voialtri! … Signore mio! Signora!…

narratore- ecco che arrivano la mamma ed il papà di Giulietta

Monna Capuleti- che sono queste grida?

Nutrice- oh che disgrazia

Monna Capuleti- che c’è cos’è stato?

Nutrice- guardate guardate!!

Monna Capuleti- ha sì , boungiorno frate, come và tutto bene?

Nutrice- non lui, di l’à

Monna Capuleti- ho buongiorno lei è il signor?

Narratore- sono il narratore.

Monna Capuleti- piacere sono la mamma di Giulietta, come mai qua?

Nutrice- non lui, lei, sua figlia.

Monna Capuleti- ho poverina, sta dormendo, che carina.

Nutrice- non dorme, è morta.

Monna Capuleti- macchè morta dorve vero frate?

Frate- non è morta

Monna Capuleti- ma è vero narratore?

Narratore- sì purtoppo.

Monna Capuleti- (grida come un maiale sgozzato, parte piano e poi sale sempre di più) uuuuuuuuuuuuuaaaaaaaaaHHHHHH è morta mia figlia Giulietta ahhhhh ahhhh marito mio è morta mia figlia haaaaaa!!! Oh me infelice, Misera me Bambina mia! Mia vita! Torna in vita, riapri gli occhi, guardami o ch’io muoio con te! Soccorso aiuto aaaaaaaiuto!!!

Entra correndo il padre di Giulietta

Capuleti- Maria santola cosa succede, sio mati sigare in sta maniera?

Nutrice- giulietta è morta!

Capuleto- macchè morta la se drio dormire Giulietta sveiate (la scuote poi la schiaffeggia in fine la prende a calci poi la tasta) Fermo il polso, le membra rigide, è scesa la morte su di lei, come una brina fuori stagione sul fiorellino puù dolce del campo, Ma perchè, perché???

Frate- perché lei ama un Montecchi e voi siete dei Capuleti e le vostre famiglie sono in lotta perenne.

Capuleti- l’avrei perdonata, non doveva uccidersi per questol la mia povera Giulietta

Monna Capuleti- la miaaaaaa Giulietta come faro a vivere semza di lei, mi ammazzo, mi ammazzo (grada come una forsennata)

Nutrice- basta signare senò te copo mì!!!

Frate- ma c’è un rimedio, esiste un modo per far battere ancora il suo cuore.

Capuleti- qual’è, ditemelo, se esiste un modo tentiamolo.

Frate- un bacio, un solo bacio del suo amato e Giulietta ritornerà a vivere

Monna Capuleti- la mia Giulietta morta, ooooohhhh!

Nutrice- basta! Vuto che te copa anca tì?

Capuleti- cerchiamolo, chiamiamolo, troviamolo

Narratore- insieme, in coro chiamiamo Romeo, lui può salvare Gilietta dalla morte aiutataci a chiamarlo
Romeo, Romeo forza tutti insieme Romeo…

Dal fondo si sente le musica Break Dance ed entra Romeo Ballando

Romeo- so chi chisè che me serca, so er meio del colosseo, no, queo jera n’altro. Eccome cosa ghe sé.

Narratore- Giulietta è morta.
Romeo- amen, condoglianze e arrivederci.

Frate- nò Romeo no tu puoi salvarla.

Romeo- e come? Portandola a Lourdes?

Frate- con un bacio, un semplice bacio ed il suo cuore ricomincerà a battere e tornerà in vita…

Romeo- e mì baso sta specie de montagna de lardo? Si mati voialtrì

Monna Capuleti- non vuole baciarla, la mia Giulietta!! È mortaaaaa!!!!

Nutrice- per piacere la basa cusì questa tase!

Capuleti- per piacere Montecchi, baci mia figli ed i nostri casati vivranno in pace.

Frate- un bacio solo un bacio

Nutrice- Un bacio, ma cos’è poi un bacio? Un giuramento un pò più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, u’apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!

Romeo- ma varda che questa la se n’altra commedia comunque mi non la baso

E si comincia una rincorsa dove Romeo scappa perché non vuole baciare Giulietta e tutti lo rincorrono la scena finisce con tutti che scappano. Giulietta rimane sdraiata alla fine durente le presentazioni Romeo la Bacia e quindi si alza anche

Il pesciolino d’oro

Personaggi:

genoveffa moglie del pescatore
arturo pescatore
pesciolino d’oro
re dei pesci
servitù

Genoveffa- varda chì, sempre mi drio lavare, con sto masteo roto, cosa goi fato chea volta sposarme co on pescatore, Arturo, Arturo dove sito?

Arturo- (con canna da pesca sulle spalle) so chì, dove vuto che sia? Cosa ghe sé oncora?

Genoveffa- el masteo, le roto, serca de ‘ndere pescare e de ciapare qualcosa oncò, me serve i schei pal masteo, movate, scattare, correre… (entra in casa)

Arturo- corare, scattare, fasie pa ea tanto so mi che vo in meso al mare, n’emo e speremo de portare casa qualcosa oncò.

Due genitori tendono e scuotono un telo a simulare il mare, Arturo esce con la suo barchetta da dietro i pannelli ( la barchetta di Arturo e fatta come una barchetta di carta, gigante, senza fondo e che viene indossata come una scpecie di gonna sorretta da bretelle) Rumore del mare.

Arturo- (cantando) Mi so un’alpin me piase el vin…..speta valà che gho sbaglià canzon, “pesca tira pescatore, pesca non ti fermare”…. Ciò pese non ghin’è gnanca uno oncò. Ciò boce, invese de stare lì a far gnente vedio pese? ( cerca di coinvolgere i bambini a farsi indicare pesci)

Pesciolino – esce dal mare e fa le boccacce al pescatore

Arturo- de là, ma se non ghe se gnente ( Arturo segue le indicazioni dei bambini, non vedendo il pesce che continua a nascondersi) Beh, insoma mi me pare che me contè on mucio de storie, e po’ me so stufà. ( butta la lenza dietro le spalle e prende il pesciolino)

Pesciolino- aio, aio, aiuto aiuto..

Arturo- ma chi se che parla, chi ge sé què?
Pesciolino- fermo che te me fe male.. aiiii te me fe maleeeee

Arturo- varda che pese che gho ciapà, che bestia, ma cosa feto parlito anca?

Pesciolino- sicuro che parlo, aiii, sta fermo con che cana par piacere..

Arturo- ma che rasa de pese sito?

Pesciolino- mi so el pesciolino d’oro.

Arturo- che te sipi de oro lo vedo ma che te sipi un pesciolino, a non me pare mia.

Pesciliono- te prego, mi so el figlio del re del mare, se te me asi libero poso esaudire ogni tuo desiderio. Aiii che te me fe maleee

Arturo- va ben, gho capi, te molo, ma serca de stare tento.

Pesciolino- grazie, grazie, ogni tuo desiderio, ricordate…

Arturo- vai vai, varda cosa che me capita….”pesca pesca pescatore” (esce)

Via il mare via la barca si ritorna nella casetta con Genoveffa

Genoveffa- e ti ti teo ghe molà, ma sito mato, ogni desiderio, ogni desiderio e ti teo moi, torna suito da lù e domandaghe on masteo novo, movate, scattare, correre… (entra in casa)

Arturo, bel lavoro che go fato, e deso me toca tornare dal pese.

Si alza di nuovo il mare e si vede il pesciolino che nuota, tranquillo, poi arriva Arturo.

Arturo- pese, pese dove sito? Lo vedio voaltri? ( si ripete il gioco di prima con i bambini che indicano il pesce ed Arturo che non lo vede)

Pescilino- ecome chi dime cosa che te voi?

Arturo- sta tento pese, gho me moiere che la voe on masteo nuvo, par piasere, poito darmeo?

Pesciolino- on masteo, ma me gheto ciapà pa on feramenta, de tuti i desideri, on masteo, comunque, contento ti, curi va casa che te cati el masteo.
Arturo- speremo se no a torno indrio e te faso frito con le patatine e anca el kecup..”pesca pesca pescatore” ( esce, mentre il peciolino nuota)

Sparisce il mare e si torna a casa.

Genoveffa- varda, varda che bel masteo, vardeo, tuto novo, sto chi no che perde.

Arturo- alora cara migliettina, te piaseo el masteo?
Genoveffa- si caro le proprio on bel masteo

Arturo- e cosa ghe disito a to mario?

Genoveffa- che l’è on’oco.

Arturo- adiritura, scusa te voevi el masteo, to ghè, cosa vuto de più?

Genoveffa- te podevi dirghe che te voevi na casa nova, dato che te ghe jeri, non te vedi che la se de paia, almanco de matoni. Che rasa de omo che ghò sposa, deso te ciapi e torni dal pese capio? Movate, scattare, correre… (entra in casa)

Arturo- deso la voe la casa nova, ma cosa vola ancora, ndemo da sto pese, e chissà che el me scolta.

Si torna nel mare dove il pesciolino nuota.

Pesciolino- pero, de tute le roba che el podeva domandarme, el masteo el gà vosudo, par mi el ga bisognode on poche de bisteche de pese gato chel pescatore lì

Arturo- o ecotedeve che te sì.

Pesciolino- cosa vuto deso, non te ghe mia trovà el masteo?

Arturo- o sicoro, on bel masteo, e grasie par questo.

Pesciolino- e to moiere cosa te gala dito?

Arturo- che so on’oco.

Pesciolino- e cosa vola deso?

Arturo- na casa de matoni, ghemo na csa de paia e semo pieni de fredo

Pesciolino- ma cosa credito che mi sia on muratore, comunque fila casa che to moiere deso la se contenta.

Arturo- speremo, parche se no me toca tornare trovarte

Peciolino- a pian pian parche anca mi me stufo

Arturo- “pesca pesca pescatore…” (esce)

Pesciolino- mai contenti cio sti omeni, i voe sepre qualcosa de più.

Si torna nella casetta che adesso è di mattoni.

Genoveffa- bea cio, finalmente i matoni, bea, però manca qualcosa, non so gnoncora contenta.

Arturo- o finalmente na casa con i matoni, te piasea, cara?

Genoveffa- sicuro, la se na bea casetta

Arturo- e a to mario cosa ghe disito?

Genoveffa- che l’è on’oco

Arturo- ancora, ma te voevi la casa mi tea gò fata fare deso cosa vuto?

Genoveffa- mi vuio diventare regina, avere servi, comandare tutti, e deso curi va dal to pese e dighe mavate, e dighe che el se mova, che l’è in debito con ti che te ghe ghè salvà la vita, movate, scattare, correre… (entra in casa)

Arturo, me toca ‘ndare, speremo de catarlo.

Si torna al mare

Pesciolino- che rasa de gente sti umani, mai contenti, i voe tuto sensa meritare gnente.

Arturo- peseto…peseto d’oro… dove sito.. (fuori scena)

Pesciolino- ecolo chhe el riva de novo, siti voialtri, ase che el ciama pa on toco.
Arturo- peseto, peseto caro…dove sito..come s efa ciamare on pese …(fischia per chiamare un cane) no cusì se ciama i pese can….(fa il verso per chiamare un gatto ) gnanca cusì che se ciama i pese gato.. ma non so come che se fa, forse bisogna ciamarlo tuti insieme.. dai jutemi pese pese dorato ( lo fa chiamare da tutti i bambini)

Pesciolino- so qua cosa ma lo seto che te rompi. Cosa vuto ancora, non va mia ben la casa?

Arturo- si la se bea ma me moiere la voe diventare regina…

Pesciolino- parvia, regina ciò. Ma questo lè un desiderio tanto impegnativo, bisogna che ciama me papà par decidare. Papà, papà..

Esce il re del mare deve essere bello cicciotto con corona e scettro e tutto il resto

Re- chi osa disturbare la quiete del re dei mari?

Arturo- mama mia che rasa de pese. Seto scatoete che vegnaria fora?

Pesciolino- so mi papà, scolta go on debito da saldare, el voe che so moire la diventa regina, e posa comandare, avere servitù, avere ricchezza, avere tutto.

Re- davvero, e perché?

Pesciolino- per essere felice.

Re- che sciocchi gli umani, davvero pensano che avere tente cose significhei essere felici? Donali pure tutto a patto che un solo ultimo desiderio rimanga loda da esprimere, poi il tuo debito sarà saldato. (esce)

Arturo- alora cosa gavio deciso?

Pesciolino- posso esaudire questo desiderio, diventerà regina, sarà ricca, avrà servi, ma poi ti rimarrà un solo ultimo desiderio, non sprecarlo.

Arturo- o là deso la se regina, la sarà contenta, e mi non gavarò pì da tornare. Ciao pese e grazie de tutto

Pesciolino- speremo che sia finia parche me so stufà de fare tuti sti desideri.

Si torna da Genoveffa che ora è vestita da regina, siede su di un trono e a fianco ha un’ancella che la fa da serva.
Genoveffa- serva, dame da bere, serva, tirame su i piè, serva, gratame la schina, però quanto che i serve sti servi…

Arturo- alora sito contenta che te sì regina, cara moglie?

Genoveffa- contenta mi de cosa po’, con tute le robe che gho da fare, go eol regno da ‘ndarghe drio, i servi da comandare, e le feste da fare, e le guardie da mandare in guera, te pare che mi sia felice, te pare de vedarme contenta?

Arturo- ma cara, mi go fato tuto queo che te ghe vosudo, tuti i to desidderi e sta esauditi.

Genoveffa- seto cosa che gho da dirte, che mi non so par gnente contenta.

Arturo- e a mi cosa me disito?

Genoveffa- che te si on’oco, e po deso vo vià, serva, le cotoe che non le se rovina. (esce)

Arturo- con tuti i desideri che ghe go fato avere… ma forse poso sistemare tuto, go ancora l’ultimo, forse el peseto poe jutarme.

Si torna per l’ultima volta al mare.

Pesciolino- a se da on toco che non vedo el me amico pescatore. Cosa disito papà che el sia contento?

Re- ma strana razza gli umani, non sono mai felici, non anno ancora capito che la gioia è dentro ai nostri cuori, che la gioia è nel volersi bene.

Arturo- o eco i me pesi, heilà amici.

Pesciolino- cosa vuto ancora?

Re- quale altra cosa vuoi da noi?

Arturo- gho l’ultimo desiderio, e mi voria solo serenità per la mia genoveffa.

Pesciolino- ma dopo di questo il debito se saldà?

Re- non avrai più desideri da esprimere.

Arturo- va bene voglio solo serenità.
Pesiolino- Fato, ghemo fato tuto, cor casa che deso si denovo sereni.

Arturo- addio pesi, e ste tenti alle reti

Re- addio umano e sta attento ai desideri

Arturo- “pesca pesca pescatore…”

Si ritorna nella casetta che è di nuovo vecchia. Genoveffa tiene in mano il mastello rotto.

Genoveffa- ma cosa se succeso, so de novo povera come prima, gho denovo el masteo roto come prima…

Arturo- moglie, moglie, se tuto a posto….ma cosa se successo, semo denovo poveri come prima…ma che scerzo seo?

Genoveffa- o marito mio, so sta troppo avida, go vusudo masa robe e el peseto me gha cavà tuto..

Arturo- non sta preocuparte, prima jerimo poveri e stavimo ben, se contentevimo de queo che gavevimo e jerimo felici, deso ricomincemo da capo.

Genoveffa- te ghe rason, de novo insime come na volta.

Arturo- allora sito contenta?

Genoveffa- stavolta sì

Arturo- e a to mario cosa ghe disito?

Genoveffa- che te si …..el me amore

Arturo- a non so pì n’oco alora..Qua, qua,qua prova ciaparme

Genoveffa lo rincorre e scappano felici dentro casa.

Pinocchio Pidocchio

Personaggi:

narratore
geppetto
pinocchio
mangiafuoco
fata turchina
gatto
volpe

N Narratore tanto tempo fa nel paese di collodi viveva un vecchio falegname. Era povero e solo. Così decise di farsi un burattino con un pezzo di legno.

Geppetto a come che so vecio, come che so solo, come che so triste, come che so fiacco, come che sto male…

Narratore Geppetto, abbiamo capito, ora cerchiamo di continuare con la nostra storia, su dai coraio

Geppetto mi nò che non spuso da aio

Narratore Geppetto movate che femo notte

Geppetto mi non magno le pere cotte

Narratore Geppetto sito sordo movate che femo sera

Geppetto a te gho dito che non me piase la pera

Narratore (gridando) Geppetto ‘ndemo vanti

Geppetto e sì de ani a ghinò tanti

Narratore l’è sordo come na campana, movete a te gho dito

Geppetto cosa sighito, a non so mia sordo.

Narratore Geppetto così prese un pezzo di legno e cominciò a lavorarlo per fare un burattino

Geppetto ecco qua un bel pezzo di legno che diventerà un bellissimo burattino (prende un pezzo di legno e comincia ad intagliarlo con il coltellaccio) però lavorare stanca, e mi so vecio, come che so vecio, come che so solo, come che so triste, come che so fiacco…

Narratore e come che te rompi. Geppetto si addormentò vero Geppetto?

Geppetto e sì deso vo in letto. Mì gho tanto sono e deso dormo. Crolla russando.

Narratore finalmente Geppetto si addormentò. E durante il sonno di Geppetto arrivò la bellissima Fata turchina. Fata turchina? La Fata turchina non arriva allora per farla arrivare la chiamiamo tutti assieme….Fata turchina…… Fata turchina, gettiamo un po’ di polvere magica (coriandoli ) e ecco che arriva

Fata (arriva in mezzo ai bambini) Ciao cari bambini, ma guarda quanti, ma guarda che belli, ma non sono mica di legno questi (accarezzando i bambini), questo si che el pare legno (battendo sulla testa di un genitore) ecome che rivo.

Narratore Fata turchina vide che Geppetto stava dormentdo e decise di trasformare il legno in un bel burattino di nome Pinocchio

Fata per trasformare il legno in burattino bisogna fare una magia, allora dite tutti assieme a me “pirulì, pirulò…..di questo legno un burattino fò….. pirulò pirulì, il burattino eccolo qui”

Pinocchio ocio, ocio che so qua mì, finalmente sono uscito da quel legno duro e pesante. Varda che belle gambette per correre (e corre) e che belle mani per prendere le cose, guarda che bei ditini, guarda che carini, ma cosa servono, adesso ho capito…(si scaccola)

Fata (gli da una bacchettata con la bacchetta magica) cosa fai Pinocchio?

Pinocchio mi gnente, non gho fato gnente

Fata Pinocchio non raccontare bugie altrimenti ti faccio crescere il naso.

Pinocchio no, no te prometto che non racconto più bugie.

Narratore così Fata turchina ritornò nel mondo delle fate. Geppetto si svegliò e vide Pinocchio e tutto contento disse

Geppetto mamma mia che brutto

Pinocchio te sarè beo tì

Narratore Geppetto questo l’è el to burattino Pinocchio

Geppetto Come sé che el se ciama Pidocchio? Ma che razza de nome seo

Pinocchio me ciamo Pinocchio, no Pidocchio

Geppetto e cosa goi dito mì?

Narratore Geppetto comperò a Pinocchio un libro e lo mandò e scuola. Pinocchio però incontrò il circo di Mangiafuoco

Mangiafuoco venghino, venghino siori e siore, questo è il circo di Mangiafuoco, dentro ci sono animali di tutte le speci, i pagliacci birichini (pagliaccio), il domatore di pulci (domatore), venghino siore e siori.

Pinocchio bello el circo ciò, altro che andare a scuola.

Mangiafuoco venga a vedere il nostro circo signore, la faccio entrare adesso e pagare dopo

Pinocchio bello così posso entrare anche senza pagare

Mangiafuoco entri signore, entri….. e adesso che è entrato paghi

Pinocchio ma mi non gho miga i schei

Mangiafuoco come non te ghe i schei. Varda che mi son Mangiafuoco, vito sta pansa, qua ghe se dentro tuti quei che non ghà pagà el biglietto, li gho ciapà uno ad uno e li go magnà, hammm! E deso te magno tì, ‘ndemo quà che te ciapo, fermo che te magno

Pinocchio ocio che me fermo, sito mato che me fermo

Narratore Mangafuoco voleva mangiare Pinocchio perché non aveva pagato il biglietto lo rincorse e alla fine lo prese

Mangiafuoco deso che te ghò ciapà te magno on braso, hammm, mama mia che duro che te sì

Pinocchio no magnarme no, Geppetto, Geppetto aiuto

Mangiafuoco e chi seo Geppetto?

Pinocchio mio papà, lui voleva che io andassi a scuola ma poi mi sono fermato a vedere il circo, e adesso tu mi mangi, io non volevo, io non volevo e adesso piangoooo, huuuuuuuu!

Narratore Mangiafuoco non sopportava il piato, e allora si commosse.

Mangiafuoco no piangere che me vien da piangere anca a mi

Pinocchio e mi pianso huuuuuu!

Mangiafuoco anca mi piansooo Huuuuu!

Narratore e dopo aver pianto Mangiafuoco diede a pinocchio 3 monete d’oro da portare a Geppetto

Mangiafuoco Basta piangere adesso, ecco tre monete d’oro portale a Geppetto così ti può far studiare

Pinocchio grazie Mangiafuoco te si proprio bravo

Mangiafuoco venghino siori e siore il circo si sposta venghino i pagliacci, venghino i domatori di pulci venghino

Narratore mangiafuoco ed il suo circo andarono via, e Pinocchio riprese la strada per tornare a casa, ma intanto nascosti tra gli alberi c’erano due bricconi, il Gatto e la Volpe

Volpe gato gheto visto?

Gato teo sé che so cieco, pitosto ghò sentio, vieme drio dai cori

Volpe come cori teo sé che so soto

Gato movate cori vieme drio ( e và a sbattere) uio

Volpe forse se meio che te guida mi che ghe vedo, che se drio rivare Pinocchio

Pinocchio varda che bei soldini che me gha dà mangiafuoco

Narratore Pinocchio nascondi i soldi che ti vedono

Pinocchio te ghè rason i meto in bocca

Volpe buon giorno bel burattino, come ti chiami?

Pinocchio (bocca piena) gtnnosnn

Gato che raza de nome seo, comunque piacere mi so el gatto (stringe la mano alla volpe)

Volpe varda che mi so la volpe, speta che me sposto

Gato el me susa, piacere mi so el gato (ristringe la mano alla volpe)

Volpe varda che sò denovo la volpe, el me scusa ma l’è un poco orbo, e anca on poco inseminio (prende la mano di Pinocchio e la dà al gatto) questo l’è Pinocchio

Gato piacere mi so el gato, come galo dito che el se ciama?

Pinocchio ghfdbdjh

Gato che rasa de nome

Volpe seto cosa che te digo, el gha sconto i schei in boca vero?

Pinocchio kzhjbgd

Gato dai che lo ciapemo curi

La volpe rincorre zoppicando Pinocchio, il gatto cieco afferra i bambini, poi affera la volpe e Pinocchio scappa

Gato lo gho ciapà, lo go ciapà

Volpe mollame che son mì

Gato e Pinocchio ?

Volpe l’è scapà par colpa tua, cori che se te ciapo

Il gatto scappa sbattendo da tutte le parti, la volpe lo rincorre zoppicando

Narratore Pinocchio spaventato è riuscito a scappare dal gatto e dalla volpe e ritorna a casa da Geppetto

Geppetto Pidocchio, Pidocchio mio

Pinocchio khgwleirhfql (sputa i soldi) Geppetto Geppetto mio

Narratore venne a trovare Pinocchio anche la Fata Turchina

Geppetto chi la vaca che te strasina?

Narratore la Fata Turchina

Geppetto cosa ocore la piscina

Fata Pinocchio hai imparato la lezione?

Pinocchio sì bisogna sempre essere ubbidienti ed ascoltare i consigli

Geppetto ascoltare i conigli?

Narratore to nona in cariola

Fata siccome alla fine sei diventato un bravo bambino ti dono un naso come tutti gli altri. (toglie il naso a punta di Pinocchio)

Narratore e così finisce la storia di Pinocchio, avete capito bambini, bisogna sempre ascoltare la mamma ed il papa e non raccontare mai bugie altrimenti vi cresce il naso

FINE

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